IL CE DI UN ASSIEME DI MACCHINE, CHI LO FA?

ce

Sempre più spesso mi trovo a dover integrare le mie macchine con altre per automatizzare in linea un processo produttivo.

Io sono fermamente convinto che l’ integrazione tra macchine dia risultati incredibili.

Meno l’ operatore tocca il pezzo, meno sono le probabilità che faccia disastri.

Quindi, se le quantità produttive lo giustificano, é sempre giusto prendere una cella di pressocolata e integrare quante più operazioni possibile.

Ma c’è un problema!

Chi fa la certificazione dell’ assieme?
Cioè, chi si prende la briga di vedere come é fatto il sistema di sicurezza di ogni macchina e come si integrano una con l ‘altra?

Fare la certificazione CE di un assieme non é uno scherzo.
Chi ti dice che te la fa gratis, ti sta truffando.

Cerco di raccontarti meglio.
Non basta prendere un insieme di macchine CE , mettere insieme la carta e dire che tutto va bene.

Facciamo un esempio pratico.
Prendi una pressa di pressocolata: La macchina ha portelli di sicurezza e un sistema di controllo di sicurezza perfettamente a norma. La macchina é CE.

Prendi ora un robot per l’estrazione del pezzo: Segui il manuale di installazione e lo doti di recinzioni come da norma. Il robot é CE.
Metti il robot davanti alla pressa.

L’ insieme é CE solo se i circuiti di emergenza sono collegati per bene.
Succede spesso che i cancelli della pressa si possano aprire entrambi e l’operatore possa toccare il robot mentre funziona.

E’ come prendere benzina in una tanica e fuoco da un accendino.
Sono perfettamente sicuri se li tieni separati, ma nel momento in cui li metti insieme hai fatto una bomba!

Io ti ho fatto un esempio semplice da comprendere, ma quando si deve fare il ce di un assieme bisogna valutare le zone di interazione tra le macchine, il loro uso previsto e quello imprevisto ma ragionevolmente possibile.

Bisogna valutare cosa succede nelle situazioni di emergenza. Bisogna valutare cosa accade nei momenti di manutenzione.

Una volta fatte tutte queste valutazioni….non basta mettere il CE; bisogna ridurre il rischio quanto più possibile, dove non é possibile bisogna prendere altre misure.
Quando il rischio é ridotto e le zone sono stare protette con i sensori corretti (sai che sono classificati con pl a,b,c,d,e….), allora si guarda la documentazione.

Ci deve essere un manuale che riassuma l’utilizzo dell’assieme, che poi é parte del fascicolo tecnico.

Il problema é che ci vuole molta esperienza per fare le valutazioni e tantissimo tempo per leggere tutta la documentazione delle macchine.

Tu pensi che qualcuno te lo possa fare gratis?
Io non penso proprio.

Ti dicono che fanno tutto, ma in realtà non fanno nulla.

E cosa succede quando hai un infortunio?

I nodi vengono al pettine e tutti pagano le loro colpe.

Tutti, dal costruttore al cliente finale, al responsabile di reparto.
Anche il datore di lavoro che non ha vigilato.

Un disastro incredibile.

Allora cosa c’è da fare?

Bisogna affidarsi a costruttori esperti che sappiano cosa c’è da fare.

Ma tante volte non basta.
Ci vogliono anche consulenti molto esperti che guidino chi fa la certificazione a trovare le soluzioni giuste.

Inserisci la mail qui sotto per vedere il video nel quale Claudio Delaini di macchinario sicuro mi spiega come si deve fare nella tua fonderia a trovare il bandolo della matassa.

Buona visione.

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